giovedì 27 ottobre 2016

La vita del borgo.

Al borgo gli anni passavano
Veloci ed erano scanditi dalle
Tante piccole ricorrenze, di
tante vite vissute insieme in
Grande amicizia e di timidi,
Dolci, appassionati amori.
Ed intanto gli anni passavano
Ed alle prime ambasce, alle
Paure esistenziali che la vita
Ammanniva giorno dopo giorno,
la macina del tempo
Riduceva in frantumi tutti i ricordi.
Agli occhi di ognuno di loro appariva
Una fisionomia ben conosciuta, ma
Qualcosa di nuovo veniva depauperando
I  ricordi. Le ricorrenze festeggiate
In Allegra armonia rinsaldavano gli
Affetti e rendevano stabile il  modus
Vivendi e dai latinismi del geometra Guido
''Mala tempora currunt'', al classico carpe
Diem di Ada, si aggiunsero le frasi allegre
E scanzonate di Giacomo: Agrus est?
Bivilo prest! E il borgo intero sorrideva,
Guardando quei piccoli esseri laboriosi e
Intimamente felici.

mercoledì 19 ottobre 2016

Un nuovo amore

Al quinto anno dell'era del borgo
Ada diventò la confidente dello zio
Di suo figlio Antonio, all'epoca di
3 anni. Antonio frequentava lo
Asilo di Liolà   ed era felice della vita
Al borgo. Egli correva dietro alle galline,
Accarezzava le pecore, ma il suo grande
Amore erano i due cani dello zio Giacomo.
Tutti, grandi e piccini, coccolavano il piccolo
Antonio, ma quando al borgo arrivò la
Famiglia Bianchi, Antonio non ebbe occhi per
Altri. I due frugoletti erano inseparabili e l'anno
Dopo quando anche Giulio andò all'asilo, i due
Diventarono'' pappa e ciccia''. Giacomo al
Di fuori del lavoro era sempre dietro a Giada.
Insieme raccoglievano le ciliegie o i fichi.
Il giovanottone raccoglieva dei fiori di campo
E li offriva alla ragazza, ma non si decideva
A dichiararsi e fu Ada a prendere l'iniziativa
E Giada ridendo disse di si. Si, ella era innamorata
Di Giacomo, della sua forza, della sua pratica
Genialità ed anche della sua ingenuità, ma con lei
Sarebbe cresciuto e sarebbe diventato finalmente
Un uomo.

venerdì 7 ottobre 2016

Gli anni passano......

Dieci anni sono volati via
 tante, molte cose sono, in
Modo più o meno ovvio,
Cambiate. Nel quarto anno
Dell'era del borgo della bontà
Una giovane famiglia ha avuto
Assegnato un ulteriore lotto del
Borgo con relativa casa. Gli abitanti
Del borgo, preavvisati dal sempre
Informato padre Angelo, si industriarono
a rendere ospitale
L'immobile assegnato. Anche la casa di 
Elvira e Giovanni fu dotata dell'acqua corrente
Ed un operaio dell'Enel venne ad allacciare
un nuovo piccolo impianto alla cabina del
Borgo. Alcuni mobili furono acquistati a Vaillà
E la casa fu pronta per i nuovi abitanti. Elvira e
Giovanni avevano un figlioletto: Giulio.
Arrivarono un sabato mattina, con un viso lungo
E il cuore stretto in una morsa. Arrivavano
Dalla città, un camion venne a scaricare le loro
Masserizie ed un signore distinto con una moglie
Giovanile in una piccola Bianchina accompagnavano
Tristi i giovani sposi. Quando il camion si fermò davanti
Ad una casa dal portoncino appena verniciato e da due
Belle finestre con i davanzaletti fioriti, il loro cuore si
Apri ad una timida speranza. Elvira e Giovanni furono
Accolti da due ragazze giovani e fiorenti ed introdotti
Nella loro casa, che trovarono arredata e pulita con le
Poche e indispensabili suppellettili. La casa sembrò
Loro abitata, ma non era una famiglia allargata, bensì
La grande famiglia del borgo ed il pranzo consumato
Con la famiglia del borgo sarà  ricordato per molti anni
A venire. Ben arrivata famiglia Bianchi!