sabato 20 giugno 2015

il borgo della bontà A

Nel borgo della bontà
Non è di moda la stupidità,
Ma vige la massima serietà.
Se il cibo è cotto a puntino,
È contento il grande e il bambino.
Nei giorni del grande inverno,
Il borgo è in pieno fermento,
Lo so in estate c'è il frumento.
Esso però dura brillante
Per un anno intero e quell'anno
È foriero di molti cambiamenti.
Tutti gli individui non in età
Scolare, hanno un'occupazione
Salutare. Il lavoro nobilita l'uomo
E lo aiuta ad essere migliore,
Nella fraterna collaborazione
Sociale, l'uomo si Rende utile
Alla  piccola società del
Borgo e contribuisce al suo
Sviluppo, dando un impulso
Positivo al vivere quotidiano
Ed in una crescita sostenibile
L'uomo conquista la sua
Libertà economica e sociale ,
Salvaguardando le risorse che
La terra conserverà per i suoi
Futuri figli.

mercoledì 10 giugno 2015

il borgo della bontà 14

Al tempo dell'arrivo dei Nola
Gli Scalici  abitavano in una delle
Case del borgo della bontà 
Da una generazione.
 Ada e Luigi, primi abitanti del borgo
Avevano un figlio Antonio, che
Si era sposato a 22 anni con
Teresa del paese di Liolà.
Essi avevano avuto due figli:
Mimma e Ciro.  Mimma aveva
Completato proprio quell'anno
Il ciclo delle elementari, mentre
Ciro avrebbe cominciato proprio
Quell'anno la prima elementare.
Un altro componente della grande
Famiglia Scalici  era Giacomo,
Il fanciullino, fratello  di Ada ,
Nato a sua madre alla veneranda
Età di cinquanta' anni.
Il bambino nei primi anni di vita
Crebbe come tutti i bambini di
Un piccolo paese, ma al primo
Impatto con la scuola evidenziò
Un'incapacità di comprensione
Dei meccanismi della lettura e
Non riusciva ad associare gli
Oggetti tra loro. Anche i giochi
Che richiedevano un piccolo sforzo
Di memoria, non erano il suo
Forte, ma la sua forza, già all'età
Di sette anni, era proverbiale.

lunedì 8 giugno 2015

il borgo della bontà è....qua....

Nel borgo della bontà
Non è di moda la stupidità,
Ma vige la massima serietà.
Se il cibo è cotto a puntino,
È contento il grande e il bambino.
Nei giorni del grande inverno,
Il borgo è in pieno fermento,
Lo so in estate c'è il frumento.
Esso però dura brillante
Per un anno intero e quell'anno
È foriero di molti cambiamenti.
Tutti gli individui non in età
Scolare, hanno un'occupazione
Salutare. Il lavoro nobilita l'uomo
E lo aiuta ad essere migliore,
Nella fraterna collaborazione
Sociale, l'uomo si Rende utile
Alla  piccola società del
Borgo e contribuisce al suo
Sviluppo, dando un impulso
Positivo al vivere quotidiano
Ed in una crescita sostenibile
L'uomo conquista la sua
Libertà economica e sociale ,
Salvaguardando le risorse che
La terra conserverà per i suoi
Futuri figli.

il borgo della bontà 13

La famiglia Scalici era

una delle prime famiglie,

 che avevano abitato il

Borgo, abbandonato circa un
Secolo prima da un barone,
Deluso dalla scarsa fertilità
Di quelle terre. Gli Scalici,
Approfittando delle ottime
Condizioni della cessione
Di quelle terre da parte dello
 stato, unico successore del
 vecchio barone, morto senza
Lasciare eredi, acquistarono
A rate 15 ettari di terreno, con
Incluso la casa e relativo magazzino.
 Luigi, giovane di grandi speranze , Giacomo
Suo cognato, un giovanottone, forte,
Grande lavoratore, ma un po' svanito.
Ada,  una donna decisa, reattiva, che
Non si dava Pace della loro infelice
Situazione. In paese erano lo zimbello
Di molti e la loro povertà li rendeva
 ancora più vulnerabili. Suo marito
Luigi era un bravo operaio agricolo,
Ma non aveva terreni e lavorava a giornata,
Sempre sfruttato e malpagato. Quando
Un giorno suo marito era rientrato con
La notizia della cessione dei terreni
del borgo da parte dell'E.S.A., Ada si
Rivolse a un suo cugino geometra e
Qualche settimana dopo gli Scalici furono
Chiamati dal notaio dell'ente di Sviluppo
E poterono stipulare il contratto di
Acquisto dei terreni, firmarono un bel po'
di cambiali, con importi modesti.
Quindi col cuore colmo di speranza si
 trasferirono al borgo della bontà.
Giorgio il geometra, cugino di Ada
Volle accompagnare i suoi parenti
In quella campagna, che doveva essere
Agli Salici consegnata da un funzionario
Dell'ente agricolo.



il borgo della bontà. 12

Alla fine della festa i Nola
Erano entusiasti dei nuovi
Vicini. Le poche famiglie
 del borgo della bontà fecero
Un'ottima impressione sui
Cognati e sulle rispettive
Mogli. A dir la verità le donne
Del borgo erano molto speciali,
Capaci di imporre le loro idee
Ai rispettivi uomini, facendo
Apparire il sesso maschile serio,
Ponderato, intelligente e questa
Apparenza soddisfaceva appieno
La loro suscettibilità, ma essi
Non erano vanitosi,  presuntuosi,
Immodesti. Riconoscevano nel
Privato la Valenza delle idee della
Propria donna, com'ella di fronte
Alla piccola società riconosceva
Al proprio uomo, qualsiasi buona
Iniziativa. Ecco qual' era il segreto
Del felice borgo  della bontà.

il borgo della bontà 11

La famigliola arrivò dai Nola
Di buon mattino, ancora il
Party non era del tutto pronto
E... mentre Giovanni scambiava
Quattro chiacchiere con Stefano
E Giuseppe, Elvira fatte le presentazioni
Dette una mano per sistemare  l'orto
A giardino. Messi fuori un paio di
Tavoli e parecchie sedie, Elvira fece mettere
Dei vasi con fiori sul tavolo e il tocco
Dei fiori dette allegria alla tavola.
Si pasteggiava a'' tarallucci e vino.''
Le altre famiglie del borgo arrivarono
 a gruppetti come ad una festa
Improvvisata e ben accetta.
I Nola erano entusiasti di questa
Nuovo stile di vita e Giuseppe
Era commosso nel partecipare
Da coprotagonista all'ospitalità
Di tutta quella gente.

il borgo della bontà. 10

Elvira era  una donna molto fine,
 bella. Ella era nata in una grande
 città, ma non ci aveva
 pensato due volte a lasciarla
 e a ritirarsi col suo Giovanni
In quella bellissima terra, che
Sentiva sua, radicata nel suo cuore,
Come l'amore per il marito e il
Figlio Giulio, di poco più di due
Anni. Elvira  quando conobbe
 il suo Giovanni frequentava
 l'università e non si
Poteva dire che lo studio non
Fosse il suo forte, anzi!........
Ma si sa l'amour, toujours l'amour!!
Giovanni era un contadino giovane
 capace, innovatore, responsabile.
GIULIO
ELVIRA Giovanni Bianchi
GIOVANNIo

il borgo della bontà. 9

Stefano e il cognato Giuseppe
Avevano completato i lavori
Di ristrutturazione della casa.
Avevano completato il sottotetto,
Sistemando gli infissi e definito
I 2 bagni della casa. Anche le finestre
Del piano terra erano state sostituite,
Poi tutta la  casa era stata imbiancata
Da cima a fondo, avevano collaborato
Sia Davide che il cugino ed erano
Stati loro a scegliere i colori luminosi
Della casa, come luminosi erano
I sorrisi di Carmela e di  Cesira.
I soldi dell'eredità erano bastati per
 sistemare la casa, del resto ben divisa
E strutturalmente funzionale.
Alla fine anche il forno ed il camino
Furono accesi. Il tiraggio era perfetto
E le focacce che le due cognate
Misero in tavola erano la più felice
Dimostrazione. Il Pastore Gaetano  fu
L'invitato principale e fu per mezzo
Suo che fu organizzato  un allegro rendez
Vous,  allegro e pimpante.
Uomini e donne del piccolo borgo sarebbero

Andati a dare il benvenuto alla nuova
Famiglia del borgo della bontà.

il borgo della bontà. 8

Stefano e il cognato Giuseppe
Avevano completato i lavori
Di ristrutturazione della casa.
Avevano completato il sottotetto,
Sistemando gli infissi e definendo
I 2 bagni della casa. Anche le finestre
Del piano terra erano state sostituite,
Poi tutta la  casa era stata imbiancata
Da cima a fondo, avevano collaborato
Sia Davide che il cugino ed erano
Stati loro a scegliere i colori luminosi
Della casa, come luminosi erano
I sorrisi di Carmela e di  Cesira.
I soldi dell'eredità sarebbero bastati per
Poter vivere in attesa della raccolta.
La casa era ora ben sistemata e si poteva
 vivere serenamente con la giovane cognata.
Con i pochi mobili delle loro piccole case,
Cesira e Carmela completarono l'arredo
Della grande casa e ringraziarono in cuor
Loro la scorbutica vedova Cirioni.
Alla fine anche il forno ed il camino
Furono accesi. Il tiraggio era perfetto
E le focacce che le due cognate
Misero in tavola ne erano la più felice
Dimostrazione. Il Pastore Gaetano  fu
L'invitato principale e fu per mezzo
Suo che fu organizzato  un allegro rendez
Vous,  allegro e pimpante.
Uomini e donne del piccolo borgo sarebbero

Andati a dare il benvenuto alla nuova
Famiglia del borgo della bontà.

il borgo della nontà 7

I lavori furono effettuati
Sotto la supervisione di
Donna Cesira e quando furono
Finiti, grazie all'abnegazione
Dei due uomini e dall'aiuto e
Dai consigli assennati delle
Due donne(perché le due cognate,
 andavano d'amore e d'accordo
Da sempre. Si erano sposate nello
Stesso periodo, all'inizio degli anni
2000 Carmela, quasi un anno dopo
Donna Cesira. Carmela aveva un
 ragazzo di 13 anni, Vincenzo. Il ragazzo
Avrebbe concluso il ciclo delle
Medie inferiori e pur avendo spiccate
Attitudini per le materie scientifiche,
Ciononostante non avrebbe potuto
Frequentare le scuole superiori, date
Le grandi difficoltà economiche della
Piccola famiglia Silipo. Davide, il figlio
 di donna Cesira, aveva quasi 11 anni
Ed avrebbe frequentato la seconda media
Quell'anno.

il borgo della bontà 6

Nola e il cognato concordarono
Sui lavori da fare alla grande casa
E avendo fatto un rapido calcolo
Di tutto ciò che era indispensabile
Fare per rendere abitabile la  casa,
 stabilirono di tornare l'indomani
Con un falegname ed un fabbro
Per rimediare alla incuria, dovuta
Alla mancanza di manutenzione
Di porte in legno e  di finestre in ferro
I lavori consistevano nella
 sostituzione delle due finestre
In ferro e dalla  sistemazione delle
Porte, con verniciatura di detti infissi
E con l'imbiancatura di tutta la  casa,
Ovviamente si doveva svuotare la cisterna
E disinfettarla. Tutto il limo doveva essere
 rimosso e si doveva comprare una bella pompa
Per pompare l'acqua. La sorpresa più grande e
Piacevole fu la scoperta del pozzo, situato In
 mezzo alla vigna. L'acqua era abbondante
E, fuoriuscendo per parecchi mesi all'anno ,
Si era mantenuta limpida.
Giuseppe vedendo il pozzo esclamò felice
Questa campagna sarà la tua fortuna caro
Stefano ed io spero che sia anche la tua,
Caro amico e fratello.
Risultati immagini per il pozzo e la vigna

il borgo della bontà. 5

La famiglia Nola un paio di giorni
 dopo la prima visita ritornò in
Campagna con il cognato di Stefano,
Che spesso l'aiutava, quando, raramente,
Il lavoro era molto e bisognava finirlo
Presto. Con la chiave avuta dal notaio
La porta di una saletta esterna ali casa
Fu aperta e Stefano notò in un angolo
Del vasto fienile una lastra di ferro.
Essa era bloccata con un catenaccio.
Le chiavi che donna Cesira aveva ben
Conservate aprirono il catenaccio e
Con loro grande meraviglia videro che
Si trattava di una capiente cisterna,
Dove l'acqua stagnante aveva prodotto
Un  mare di limo. I due uomini vollero
andare dietro a Cesira che cercava di aprire
La por ta di casa. La porta però non
Voleva aprirsi e Giuseppe prese i suoi
Attrezzi e smontò La serratura, poi
 con un colpo secco la fece cadere
 all'interno. Stefano spalancò la porta
E davanti a loro si presentò un ampio
Salone in cui  troneggiava un
grande camino. Un grande tavolo occupava
La parte centrale del salone ed un divano
Era situato sulla parete al lato destro della porta.
Al lato sinistro si aprivano due porte
All'interno delle quali vi erano due grandi letti,
Una poltroncina ed alcune sedie.
Di fronte alle stanze da letto la porta del bagno
 con una bella porta  con un vetro schermato.
In fondo al salone una porta con sportelli in ferro,
Come le finestre delle due camere da letto,
Portava al pollaio con un piccolo cortile.
Il signor Cirioni, buona anima stava trasformando
La stalla in stanza per gli ospiti, ma aveva soltanto
Fatto la grande cisterna e installato i rubinetti
Nel salone e nel bagno, che aveva la vasca e la
 doccia. Anche nella stalla aveva
 creato un piccolo vano per il bagno degli
Ospiti e l'aveva dotato della rubinetteria,
Collegando l'impianto alla cisterna.

il norgo della bontà 4

Nel viaggio di ritorno Stefano e Cesira
Discussero a lungo se  potessero o meno
Trasferire la residenza in quella campagna.
Avevano però  tanti  dubbi e volevano
Tornare nuovamente in campagna per parlare
Con Gaetano e fargli un mare di domande.
Stefano poi si ricordò che Gaetano gli aveva
Dato il numero di cellulare e lo chiamò.
Gaetano lo rassicurò in merito alla scuola
Che Davide poteva frequentare, infatti il
Borgo della Bontà era abitato da cinque,
Sei famiglie con bambini di diversa età
E tutti erano portati col pulmino della scuola
Nel paese di Liolà dove esistevano le
Scuole di ogni ciclo, dall'asilo fino alla
Scuola media superiore, sia per  gli studi
Umanistici e scientifici, sia per gli studi
Tecnici e professionali. Queste informazioni
rasserenarono il cuore dei due genitori
E il loro ritorno si concluse con l'esposizione
Di tanti progetti per sistemare quella grande casa.
Stefano si ripromise di tornare il prossimo
Sabato nella già amata campagna.

il borgo della bontà 3

Nola andò con la moglie
E il figlio Davide di soli
 11 anni a vedere i terreni
Che la vedova Cirioni, sua
Antica e affezionata cliente,
Sempre con lui avara e
Sempre da Nola sopportata
E servita, gli aveva lasciato.
Giunti al borgo della bontà
Nola si imbatte in un giovane
Pastore, il quale, quando seppe
Che Nola era erede della
Vedova Cirioni, rimase sorpreso
Ed alla faccia interrogativa del
Giovane , gli mostrò i documenti
Che il notaio gli aveva consegnato
E l'atto testamentario.
Gaetano si convinse e accompagnò
Il nuovo proprietario nei terreni
Della defunta vedova.
I terreni erano molto più di quanto
La famiglia Nola si  sarebbe
Aspettato, ma ciò che colpi tutta
La famiglia fu la grande casa,
Con annesso il pollaio e la stalla.
Anche il fienile era molto grande
Ed era ancora ingombro di fieno.
Una scaletta  sul prospetto portava
In mansarda, utilizzata un tempo
Come stanza per gli ospiti, una
Volta numerosi nella grande casa
Vedendo lo sguardo dubbioso
Del signor Nola,  Gaetano gli offri
Tutto il suo aiuto. E  quando il signor
Nola, che di  nome faceva  Stefano,
Gli disse che aveva intenzione
Di trasferirsi, di li a poco al borgo
Della bontà, diventò molto amichevole
E gli manifestò tutta la sua simpatia.

il borgo della nontà 2

Una delle famiglie che , non  riuscendo a sbarcare
Il famigerato lunario, fece la sua coraggiosa
 scelta fu l'ottimo e mansueto Nola. Egli
Era considerato un uomo caritatevole.
 Era  un bravo artigiano, molto
Attivo e sempre disponibile con tutti.
Aveva una famiglia, che ,pur nelle ristrettezze di ogni
Giorno, aveva fede nel suo Creatore e mai serbava
Rancore per gli uomini, considerati  fratelli nel buon Gesù.
Nola era dunque povero, ma le sue capacità erano a
 disposizione di chiunque senza   mai contrattare  il compenso.
Molti se ne approfittavano, ma il Signore vede e provvede.
Un bel giorno il notaio, della piccola  cittadina dove viveva
Nola, lo convocò nel suo studio e gli comunicò: signor
Nola lei è erede della defunta signora Cirioni  Lei ha ereditato
Un conto in banca di 27723,00 euro e un terreno di 15 ettari
In contrada Borgo della bontà, ha 10 giorni per accettare la
 eredità. Sappia che la signora Cirioni  non aveva alcun debito
E che se accetta potrà subito disporre dei beni lasciatigli.
Nola accettò subito e quello fu  l'unico giorno della sua vita
Che tornò a casa alle 11,00. Sua moglie donna Cesira, al
Vederlo rientrare a quell'ora cosi insolita impallidì e tremò,
Pensando a chissà quale tragedia.
 NORGO DELLA BONTÀ ALLA FINE DELLA NOSTRA STORIA.

Il borgo della bontà

Il borgo della bontà,
ossia il paesino della
 gente buona.
Posto sul Pianoro di
Una collinetta, delimitata
 da una strada , che la
Congiungeva, come un
Nastro di asfalto, ad un
Grosso paesone posto ad
Una ventina di km e
Facilmente raggiungibile,
Quale sbocco per il
Commercio dei prodotti
Agricoli del Borgo.
Al borgo si produceva
Di tutto. Pane, biscotti, pasta,
Frutta e verdure, vino e
Grano, crusca, mangime
Per gli animali. Terriccio
E piante ornamentali.
Mai si era visto in quella zona
Un'organizzazione così
Affidabile e battagliera.
A nessuno era permesso di
Disattendere un contratto
Stipulato tra le parti in
Modo preciso e non eludibile.
Le clausole legali del contratto
Avrebbero fatto impallidire
Un avvocato.